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Essere genitori: il segreto del figlio. Un incontro di confronto per genitori e figli della IV Municipalità
L’attività si colloca nell’ambito delle iniziative di confronto per le famiglie del territorio nonché per i nuclei già accompagnati dal Polo territoriale, questo perché dal lavoro costante con le famiglie afferenti al servizio si sono evidenziate delle criticità ricorrenti come, ad esempio, la scarsa comprensione delle problematiche legate alla crescita dei ragazzi. Molti genitori riportano di provare, nelle fasi di crescita dei ragazzi, un forte senso di inadeguatezza che può essere causa di dolore, non solo per loro ma soprattutto nei figli. Il fine è quello di promuovere i temi della genitorialità e delle buone relazioni familiari. L’evento nasce per sensibilizzare al miglioramento della comunicazione e dell’ascolto genitori/ figli al fine di aiutare i genitori a saper cogliere elementi indicatori di situazioni di disagio/malessere emotivo-relazionale e comportamentale. Obiettivo generale è sostenere i genitori nella fase di crescita dei figli, fornendo strumenti utili per riflettere sulle modalità educative agite e migliorare gli stili comunicativi e relazionali del proprio nucleo familiare. L’incontro, della durata di tre ore, si rivolge a 12 nuclei del territorio della IV municipalità. Si realizza mediante l’utilizzo della ludo-pedagogia, metodologia basata sulla partecipazione fondata sul gioco per facilitare la comunicazione e lo scambio di esperienze, vissuti e ruoli. L’attività prevede il coinvolgimento di uno psicologo e due educatori del Polo, uno dei quali esperto in ludo-pedagogia. Le tematiche da affrontare sono simbolicamente rappresentate nel “viaggio” vissuto dalle famiglie. Nella fase iniziale, genitori e figli sono divisi in due gruppi per riflettere sulla propria identità, attraverso il gioco “La mano delle risorse”. I genitori ritagliano su un cartoncino la sagoma della propria mano destra e indicano su ogni dito un limite o una risorsa della propria famiglia: questo serve a porre l’attenzione sugli aspetti positivi e le risorse nel proprio nucleo familiare. Allo stesso modo, ai figli che si trovano in un altro spazio viene chiesto di fare lo stesso sulla sagoma della mano sinistra. Successivamente genitori e figli insieme assistono alla proiezione di alcune scene di film (come Scialla, Caterina va in città, Genitori quasi perfetti) che affrontano il rapporto genitori-figli per aprire uno spazio di riflessione condivisa. Nella parte conclusiva si procede al gioco “Le mani che si uniscono”: genitori e figli uniscono le mani realizzate in precedenza per confrontare le varie risposte e porre l’attenzione sugli elementi positivi del loro legame e sul viaggio che si trovano ad affrontare come famiglia. L’incontro si tiene presso la sede del Polo territoriale per le famiglie.
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A che serve.... Laboratorio di Rap
Nell’ambito del laboratorio RAP gli adolescenti sono coinvolti nella scrittura di un brano rap collettivo, successivamente inciso in studio di registrazione. L’attività è uno strumento utile per favorire processi collaborativi, promuovere la capacità di lavorare in gruppo giungendo a scelte condivise. Si rivela significativa per gli adolescenti che, in una fase di definizione identitaria, apprendono a valorizzare le inclinazioni di ciascuno, riconoscendo ognuno come parte attiva del progetto. Attraverso la scrittura collettiva, gli adolescenti esercitano l’ascolto, l’adattabilità, la condivisione delle idee e il problem solving. L’attività coinvolge circa 30 adolescenti dai 13 ai 19 anni della municipalità IX del Comune di Napoli. Aderiscono al progetto adolescenti maggiormente strutturati che seguono percorsi scolastici con regolarità e, al contempo, giovani che hanno abbandonato o interrotto i percorsi scolastici. Obiettivo specifico è la realizzazione di esperienze trasformative in grado di produrre significativi cambiamenti nella vita dei ragazzi per accompagnarli nel processo di “transitabilità. Inoltre, attraverso l'attività si punta ad alimentare l'autoefficacia, fornendo agli adolescenti la fiducia che l’impegno possa produrre risultati efficaci. Questo percorso rappresenta un'opportunità per poter condividere una passione con i pari e apprendere competenze musicali. Non di rado la speranza è anche quella di trasformare la propria passione in un impiego che porti anche al successo personale. Su quest'ultimo aspetto è quindi fondamentale il lavoro dell'educatore che affianca l'esperto, al fine di ritrovare con l'utenza il senso del percorso, riportando l'attenzione sugli apprendimenti più che sulla ricerca di successo. Gli incontri hanno luogo due volte a settimana per 12 mesi. Al fine di favorire la partecipazione attiva degli adolescenti, sono coinvolti nella conduzione dei laboratori due giovani e noti rapper e un facilitatore. La facilitazione, in quanto strumento che permette ai gruppi di far emergere le proprie conoscenze, dichiarate e implicite, è un valido aiuto nei percorsi artistici di creazione. Durante i primi incontri gli adolescenti sono spronati nell’individuazione di un tema condiviso e nella scelta dei ruoli da ricoprire, valorizzando le inclinazioni e le abilità di ciascuno. Nei successivi incontri gli adolescenti lavorano in gruppo occupandosi di: scrittura testo, composizione traccia musicale, registrazione e mixaggio. L’attività è svolta all’interno dello studio di registrazione del centro giovanile TURMED, in uno spazio ad uso esclusivo dell’attività. La scelta di uno spazio ad esclusivo nasce come risposta alla necessità degli adolescenti di un luogo fisico da vivere come proprio e di cui sentirsi responsabili.
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La vita è bella : dal film al racconto. Laboratorio cinematografico
L’attività riguarda le azioni collegate alla visione del film "La vita è bella" e rientra in un percorso laboratoriale cinematografico. La scelta di dedicare una parte del laboratorio a questo film deriva dall'interesse manifestato dai partecipanti al laboratorio verso gli accadimenti storici collegati alla Giornata della memoria. Per tale motivo, gli educatori organizzano un percorso di approfondimento sugli accadimenti in questione. L’attività si rivolge a bambine e bambini del Centro di età compresa tra i sei e i nove anni. Gli obiettivi sono i seguenti: affinare la capacità di ascolto, di osservazione, di analisi, anche di situazioni passate; promuovere la consapevolezza del valore della vita e di come si possono affrontare le avversità. L'approfondimento si articola attraverso tre incontri della durata di un’ora ciascuno. Oltre agli educatori di riferimento, il percorso coinvolge una testimone dei fatti raccontati nel film. Durante il primo incontro i partecipanti sono impegnati nella visione del film, nel secondo appuntamento si confrontano con una testimone degli avvenimenti narrati all'interno dell'opera cinematografica, proponendo domande e osservazioni, e nel terzo realizzano disegni e cartelloni contro le discriminazioni e il razzismo. La tematica è affrontata attraverso una discussione aperta, con un dibattito sulle scene del film e sul potenziale comportamento dei partecipanti nelle medesime situazioni. L’attività si svolge presso i locali del Centro.
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Associazione San Vincenzo
L’Associazione San Vincenzo nasce nel 2011 e opera nel campo del sociale e dell’assistenza ai minori, agli anziani, ai disabili e alle famiglie. Dal 2018 al 2020 l’ente è stato capofila del progetto programma operativo regionale Campania del Fondo sociale europeo (Por Fse) per gli Accordi territoriali di genere “Vivi il tuo tempo” che prevede l’attivazione, sui territori dell'ambito di Casoria e di Casavatore (in provincia di Napoli), di sportelli rivolti alla cittadinanza femminile con diversi servizi gratuiti (servizi di orientamento, alla banca dati dei curricula, spazi per gruppi di lavoro). Nel 2017 e 2018 hanno partecipato all’attività dell’ente i volontari proprio del Servizio civile nazionale. L'associazione è accredita al Miur come scuola primaria e dell'infanzia (dal 2011) e Sezione Primavera (dal 2015). Nell’ambito delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza, nel 2023 ha avviato la collaborazione con il Comune di Napoli per la gestione del LET con sede a Poggioreale presso la Municipalità IV.
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Laboratoratorio di Educativa Territoriale San Vincenzo
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Mazzate 'a cecate : quando l'aggressività diventa sana. Laboratorio sportivo di rugby
L’attività riguarda un percorso sportivo incentrato sul rugby. Questo sport presenta una forte valenza educativa ed è scelto per contrastare il comportamento competitivo e aggressivo che spesso emerge nei bambini durante le attività dei LET. In questo percorso sono mutuate le metodologie teoriche e pratiche del rugby, nonché il suo regolamento che vede l’utilizzo esclusivo delle mani e un forte impatto fisico, utile agli educatori per lavorare con i bambini attraverso un linguaggio a loro conosciuto. La strategia più significativa è certamente il terzo tempo, con un importante riadattamento: differentemente dalla natura di convivialità tra i giocatori delle due squadre in competizione che questo momento ricopre nelle partite, nell’impostazione educativa esso rappresenta un momento di confronto e restituzione in plenaria degli stili cognitivi, emotivi e comportamentali vissuti durante il gioco, per poterli ridefinire in gruppo. Rivolto ai bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni, l’obiettivo specifico del percorso è promuovere uno stile comportamentale e relazionale rispettoso delle comuni regole sociali, con un particolare focus sull’aggressività quale emozione lecita da provare, ma da gestire e modulare rispetto ai contesti e alle situazioni di vita. L’attività prevede un incontro settimanale della durata di un’ora e trenta ed è strutturata in tre fasi: teoria, il riscaldamento e l’allenamento;la partita; il terzo tempo. Le prime due fasi sono gestite da un esperto iscritto alla Federazione Rugby Italiana coadiuvato dagli educatori, che si concentrano principalmente sull’osservazione dei comportamenti dei bambini. La fase conclusiva è gestita direttamente dagli educatori, con la possibilità di includere l’esperto per valorizzare alcune dinamiche osservate durante il gioco. In questa fase, gli educatori hanno la possibilità di intervenire e guidare la riflessione al fine di accompagnare i bambini ad una responsabilità rispetto alle regole date e una maggiore consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni. Per realizzare l’attività sono utilizzati gli spazi esterni ed interni della sede operativa del LET, al fine di poter mostrare ai partecipanti un uso polifunzionale dei luoghi che quotidianamente vivono.
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Mostra grafica in cortina. Laboratorio di fotografia
All’interno delle attività educative dedicate al territorio è stato proposto ad un gruppo di bambini di partecipare ad un laboratorio grafico da concludersi con una mostra dei loro prodotti artistici. L’attività, che si è rivolta ai più piccoli che al pomeriggio abitavano il quartiere, ha una valenza educativa oltre che preventiva. Via Luigi Crisconio detta “San Rocco” è una lunga strada costellata di abitazioni popolari, un territorio in cui gli operatori hanno incontrato bullismo, volgarità e aggressività relazionale. Si tratta di un quartiere molto chiuso, che teme il cambiamento e che ha difficoltà ad aprirsi al nuovo. Più che il risultato finale del laboratorio, la valenza dell’attività sta nel provare a portare il modello educativo nel quartiere. Proporre una modalità alternativa dello stare insieme, mostrare la possibilità di cooperare per raggiungere un obiettivo, far sperimentare la capacità di rispettare un appuntamento, promuovere il protagonismo dei più piccoli, rinforzare i successi che arrivano dopo l’impegno e dare visibilità ai ragazzi nel loro ambiente, sono gli effetti indiretti e nascosti dietro la richiesta di provare a disegnare insieme e di farlo nel loro ambiente, sul muretto o negli spazi della Chiesa di San Rocco. Gli educatori, incaricati delle attività sul territorio, hanno raggiunto il gruppo con regolarità una volta alla settimana in orario pomeridiano, portando ogni volta l’occorrente per far disegnare i bambini e proporre loro nuovi lavori da concludere. Svolgere il laboratorio nel loro quartiere è servito per mostrare come vivere il territorio differentemente: per questo la scelta di allestire la mostra dei loro prodotti in una delle cortine del rione, dopo aver ottenuto il consenso del vicinato. Nonostante la diffidenza degli abitanti, per l’attenzione che un evento simile attira, gli educatori sono riusciti ad appoggiare i disegni dei ragazzi alle mura dei palazzi, dando colore e armonia al degrado del luogo, altrettanto evidente: la mostra doveva essere non solo facile da allestire ma anche da smantellare, per la preoccupazione di alcuni che tutto potesse tornare come prima. Il giorno della mostra, i bambini diventano i protagonisti che accompagnano i visitatori alla scoperta delle loro opere. L’intero vicinato ha partecipato con grande entusiasmo.
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Sognando la Stella. Manifestazione teatrale
"Sognando la Stella" è una manifestazione teatrale che racchiude il risultato delle esperienze laboratoriali che i minori del LET hanno preparato da settembre a dicembre 2022. L’attività si colloca nel campo educativo ed è significativa perché ha permesso a bambini e ragazzi di sperimentarsi in ruoli diversi e di svolgere le attività laboratoriali con un obiettivo comune, coinvolgendo tutti gli operatori del LET e cinquanta minori. L’equipe educativa, in seguito ad un periodo di osservazione, ha preso consapevolezza che i bambini e i ragazzi si sentivano appartenenti soprattutto al proprio gruppo di riferimento per età e poco parte del gruppo inteso come comunità del LET; per questo l’obiettivo specifico dell’attività è stato quello di rafforzare l’appartenenza trasversale al LET, stimolando la conoscenza degli altri e la cooperazione per un fine comune. Inoltre, la suddetta attività ha permesso di promuovere uno stile comunicativo nuovo e diverso. I bambini e i ragazzi sono stati coinvolti nei laboratori di teatro, danza, canto e scenografia al fine di rendere possibile lo spettacolo teatrale completamente realizzato da loro. Per rendere i ragazzi protagonisti si è utilizzata la metodologia del fare. I minori hanno realizzato i costumi, la scenografia, le coreografie e i canti. Le attività di preparazione si sono svolte negli spazi interni al LET e le canzoni sono state incise in un vero e proprio studio di registrazione, la Zeus Record; le prove e lo spettacolo del 5 gennaio 2023 si sono tenute nel teatro presente all’interno dell’Istituto E. Menichini. La scelta di tali spazi ha permesso ai minori di respirare insieme ai compagni l’aria di scena.
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Il nostro Carnevale Sociale di Soccavo. Esperienze di protagonismo nel laboratorio di Cittadinanza Attiva
Nell’offerta educativa del LET Or.Ma è incluso il laboratorio di cittadinanza attiva, rivolto a tutti i gruppi di età compresa tra 6 e 16 anni, con specifici percorsi progettati insieme ai bambini e ai ragazzi, che mira a favorirne il protagonismo e la partecipazione, stimolandoli ad adoperarsi in un’azione concreta per gli altri e riconoscendosi così come dei veri cittadini attivi. Nello specifico, in occasione delle festività del carnevale, il laboratorio di cittadinanza attiva si struttura nell’organizzazione, prima, e nella realizzazione, poi, dell’evento del Carnevale Sociale di Soccavo, che coinvolge tutti i gruppi dell’educativa, stimolando i ragazzi sia a confrontarsi sul proprio quartiere e sulla condizione di emarginazione delle periferie, sia ad adoperarsi concretamente nella realizzazione di un evento di protagonismo per l’intera cittadinanza. Nell’organizzazione dell’evento del carnevale sono coinvolte diverse realtà territoriali (Cprs, Parrocchia della Medaglia Miracolosa, Scout Agesci Na VIII, le scuole del quartiere, etc.), nell’ottica del rafforzamento e dell’ampliamento della rete. Tale percorso educativo nasce da un’intensa collaborazione con l’associazione Gridas di Scampia, che annualmente lancia il tema del carnevale cittadino, il quale viene poi declinato in ogni quartiere in funzione del confronto tra le specifiche realtà territoriali. Quest’anno il tema elaborato a Soccavo è stato “Senza Titolo” in riferimento alla persistente condizione di marginalità sociale che affligge da tempo questa periferia, un carnevale di rivendicazione che rifiuta cliché e stereotipi che ci circondano e sceglie di stare dalla parte degli ultimi. In tale percorso educativo i diversi gruppi di ragazzi delle varie fasce d’età sono stati coinvolti interamente sia nella fase della progettazione che nella realizzazione dell’attività. Nello specifico, i ragazzi, in un primo momento, hanno discusso sul tema e come realizzare maschere e costumi per rappresentarlo al meglio. I diversi gruppi hanno scelto, utilizzando attività e metodologie differenti in funzioni dell’età, di creare delle maschere/cornici che incorniciassero il proprio viso o corpo, diventando così ciascuno un’opera d’arte senza un titolo definito. In una seconda fase, i diversi gruppi si sono incontrati con le varie realtà territoriali, al fine di lavorare insieme alla realizzazione del carro o delle istallazioni che hanno caratterizzato la sfilata dell’evento. Tali incontri hanno favorito lo scambio e l’arricchimento di tutte le realtà coinvolte. Infine, tutti i gruppi insieme alle proprie famiglie, guidati dagli educatori, hanno partecipato alla sfilata, che si è articolata per le principali strade del quartiere, riconoscendosi come un unico gruppo che cammina insieme, che ha la potenza di cambiare ciò che non piace, vivendo un momento di festa collettiva di gioia e di riscatto. Tale percorso educativo è stato realizzato nel corso di 45 giorni, da inizio gennaio al 21 febbraio, giornata dell’evento conclusivo. Gli incontri tra le divere realtà territoriali sono stati realizzati inizialmente con cadenza settimanale per poi intensificarsi a ridosso dell’evento, ed hanno avuto luogo in spazi verdi del quartiere (Parco S. Costantino e Parco Sissi) e all’interno delle diverse sedi degli enti coinvolti (Sede dei LET, Cprs, Parrocchia della Medaglia Miracolosa, etc.). Approssimativamente a tale percorso hanno partecipato circa 200 persone tra bambini, ragazzi e genitori.
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Uno sport per tutti. Laboratorio sportivo
L’attività riguarda un laboratorio sportivo-motorio nel corso del quale i partecipanti apprendono varie pratiche sportive individuali e di squadra, dal basket ai percorsi e staffette. Gli operatori rilevano uno stile di vita spesso sedentario nei partecipanti, a fronte del quale ritengono utile offrire una proposta educativa basata sulla presentazione di diversi sport. Il laboratorio si rivolge a 16 minori di età compresa tra 11 e 13 anni. Gli obiettivi sono: sviluppare la capacità di gestire in modo consapevole le relazioni interpersonali e le situazioni competitive, in gara e non, con rispetto per l’altro sia in caso di vittoria sia in caso di sconfitta; favorire una crescita psicofisica equilibrata e un buon livello di autonomia personale. È previsto un incontro settimanale di circa un’ora e trenta, gestito da un educatore del LET con una preparazione specifica in ambito sportivo e coadiuvato da un secondo educatore. Per ognuna delle attività sportive proposte gli educatori illustrano funzionamento e regole, indicando i principali ruoli e attribuendo, di volta in volta, ad alcuni dei partecipanti anche i compiti di arbitraggio, segnapunti e altri incarichi diversi da quello di giocatore. Le principali discipline che trovano spazio nel laboratorio sono: basket, pallavolo, atletica, rugby. Solitamente, ciascuno sport è proposto per circa due mesi; le attività che riscuotono maggiore interesse si sviluppano per periodi più lunghi. La metodologia impiegata è l’apprendimento tra pari che favorisce l’aiuto reciproco e il rispetto dei tempi di tutti. Inoltre, è possibile utilizzare gli aspetti comunicativi del linguaggio motorio per entrare in relazione con gli altri, praticando attivamente i valori sportivi (fair play) come modalità di relazione quotidiana e di rispetto delle regole. Il laboratorio si svolge presso la sede del LET, nello specifico nella palestra.
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Diversi ma uguali. Laboratorio sulle pari opportunità
Il percorso laboratoriale “Diversi ma uguali” nasce per sensibilizzare i bambini e ragazzi sulla tematica delle pari opportunità e si colloca nel settore educativo. In particolare, l’attività si propone di parlare ai ragazzi, in modo semplice, diretto e interattivo, degli stereotipi di genere. L’attività svolta parte dalle differenze di genere per testare la consapevolezza sugli stereotipi, partendo dall’esperienza personale dei ragazzi. Il percorso prosegue su “come siamo e come vorremmo essere”, cercando anche di capire se secondo i partecipanti esistono differenze lavorative riconducibili al genere. Ogni attività parte con domande stimolo, per poi utilizzare approcci ludici ed espressivi per i piccoli, mentre per i più grandi giochi di ruolo, drammatizzazioni, la visione del film “Il mio sogno più grande” e gruppi discussione. Tale attività risulta significativa perché appare fondamentale trasmettere sin da piccoli il rispetto per le diversità e le pari opportunità, affinché siano combattuti fin dal nascere gli stereotipi che poi condizionano i rapporti sociali. I destinatari delle attività sono tutti i minori del LET di età compresa tra 6 e 16 anni. L’obiettivo specifico è quello di promuovere la solidarietà, il rispetto e la capacità di mettersi nei panni degli altri, in un’ottica di sviluppo di relazioni positive, basate sul rispetto e che rifiutano ogni forma di discriminazione, comprese quelle di genere. Il laboratorio ha cadenza settimanale, con una durata di due ore. I professionisti coinvolti sono sei educatori dell’equipe stabile. La metodologia utilizzata è di tipo attivo e partecipativa che dà a tutti ed a tutte la possibilità di prendere la parola e intervenire attivamente. Si ritiene che questa metodologia sia quella più efficace perché pone al centro dell’intervento i ragazzi al fine di coinvolgerli in esperienze di condivisione e di valorizzazione delle differenze. Gli strumenti utilizzati, selezionati in base alla fascia d’età a cui si rivolge l’attività, sono schede didattiche, letture di alcuni testi, materiale fotografico, strumenti per le rappresentazioni grafiche, strumento filmico, interviste. Alla fine del percorso è prodotto un video contenente le aspirazioni dei ragazzi nel futuro. L’attività si svolge nella sede del LET.
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La collina shop. Laboratorio artistico-creativo
L'attività realizzata è un laboratorio creativo manuale che ha permesso ai bambini e ai ragazzi di sperimentarsi nel seguire un processo completo: dall’ideazione, alla creazione e lavorazione del prodotto, fino ad arrivare all’esposizione e vendita. È un laboratorio trasversale pensato come strategia di lavoro educativo per aumentare il livello di coesione dei singoli gruppi centrandosi sulla dimensione esperienziale. Il target di rifermento è costituito quindi da bambini e ragazzi dei tre gruppi del LET (6-8 anni, 9-12 anni, 13-16 anni). L’intero percorso del laboratorio, oltre ad essere momento di socializzazione e di relazione, è uno spazio in cui i bambini e ragazzi sono accompagnati anche alla conoscenza e al corretto uso del materiale, delle risorse e del tempo. Cimentandosi con la materia senza imposizioni i bambini e i ragazzi si riappropriano di un ruolo autonomo e di un proprio spazio di decisione. Scoprendosi capaci di fare, di costruire, di intervenire sulla materia e di trasformarla realizzando oggetti, rinforzano in maniera positiva il concetto di sé, si riconoscono, e sono riconosciuti dagli altri, come individui dotati di capacità. Nel laboratorio sono entrate in gioco la capacità di inventare, di realizzare, di stupirsi. Nel percorso gli operatori si muovono con gradualità, fornendo di volta in volta i suggerimenti e gli strumenti per progredire. A partire da un’idea-progetto i bambini e i ragazzi sono guidati alla realizzazione dell’idea stessa, utilizzando come metodologia quella dell’imparare-facendo. Il laboratorio è strutturato in più fasi: 1. Il lancio, per la definizione obiettivi e definizione tempi 2. La divisione in sottogruppi e la progettazione dei prodotti 3. La fase operativa, durante la quale avviene la lavorazione dei prodotti 4. La realizzazione evento finale, con la produzione dei prodotti, l’esposizione e la vendita 5. La verifica, con l’analisi dei risultati di gruppo e individuali. La gestione delle singole attività è affidata agli educatori referenti del laboratorio esperti in manipolazione e in tutte le tecniche ad essa connesse. Gli spazi utilizzati sono le stanze di appartenenza di ogni gruppo per permettere a bambini e ragazzi di “sentirsi a casa” in uno spazio costruito con loro: ciò favorisce l’espressione delle individualità.
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Scrittori si diventa. Laboratorio di scrittura creativa
All’interno del laboratorio di scrittura creativa sono state realizzate delle storie ambientate a Napoli, partendo da elementi fotografati nel quartiere. L’attività è stata proposta ad un gruppo di 16 minori di età 10-11 anni, negli spazi del LET, tra giugno e luglio 2022, con la presenza di due educatori e il supporto di un esperto in scrittura creativa. I minori sono stati divisi in quattro gruppi a cui sono stati suggeriti degli input dai quali partire per favorire il pensiero creativo e per sviluppare la trama narrativa. Per implementare il percorso sono state utilizzate le “Carte di Propp”, sono state poi spiegate le fasi del racconto e suggerite una serie di domande (chi sono i protagonisti, gli antagonisti, descrizione dei luoghi, i mezzi magici utilizzati, i tesori trovati, ecc). L’attività si colloca nel settore educativo e la valenza della proposta sta nel fatto che gli educatori non si sono preoccupati tanto dell’ortografia dei testi, ma che nei contenuti emergessero idee e capacità immaginativa partendo da luoghi riscoperti nel quartiere e ricchi di storia. I risultati finali sono stati quattro libricini, arricchiti dal titolo iniziale e da disegni elaborati da ogni singolo gruppo. Ai partecipanti è stato successivamente proposto l’interpretazione del testo scritto (sono bambini che fanno fatica a leggere e soprattutto in gruppo, a volte hanno poca stima delle loro capacità); le scene sono state registrate con il cellulare, per creare maggiore attenzione e immedesimazione, sono state votate le interpretazioni migliori - in un lavoro di valutazione partecipata - e poi riviste in un momento finale. Il percorso di scrittura creativa è sorto dal bisogno di incrementare nei bambini e nelle bambine la loro capacità di pensiero riflessivo e creativo, andando ad influire in tal modo sulla autostima di ciascun e arrivando a costruire un prodotto finale - un libro - da condividere tra di loro e anche con i genitori e altre realtà territoriali (come lo spazio lettura “Liberi per crescere” a cui è stato donato il testo). La metodologia adottata è stata quella ludica immaginando un “concorso-gioco di scrittura creativa” in cui tutti sono stati premiati con un libro; inoltre si è utilizzata il cooperative learning e il pensiero meta riflessivo potenziando anche in questo modo la capacità di empowerment dei bambini/e coinvolti.
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Pittori per caso. Laboratorio espressivo manuale
All’interno del laboratorio espressivo manuale è stato realizzato un percorso di pittura creativa in cui si è scelto di non rendere noto ai ragazzi/e di volta in volta la modalità in cui l’attività si sarebbe svolta né con quali strumenti (normalmente si pensa a tempere e pennelli). Avendo rilevato un clima di poca adesione e scontatezza nello svolgersi dei diversi step del laboratorio, creare l’attesa di capire cosa sarebbe accaduto ogni volta ha avuto la finalità di aiutare i ragazzi/e a porsi in una postura partecipativa, coinvolgendo attivamente tutto il gruppo, nonché di cogliere elementi da utilizzare per le successive programmazioni dei percorsi. L’attività è stata rivolta a 8 ragazzi/e di età compresa tra i 12 e 16 anni. Nello svolgersi del percorso sono stati così suggeriti degli input conoscitivi, per esempio si è partiti dallo spazio astronomico e dalle stelle, dai colori dell'universo e dall'incontro con alcuni pittori astratti del secondo Novecento come Pollok e la tecnica del “dripping”; successivamente si è data la possibilità ai ragazzi di sperimentarsi con i colori a tempera e le loro combinazioni, e con strumenti alternativi ai pennelli (contenitori dello yogurt, cucchiai, forchette, pettini). Tra gli effetti diretti si è percepito l’aumento della partecipazione attiva, ma anche la capacità dei ragazzi di comprendere il ri-uso di alcuni oggetti utili per le tecniche pittoriche e la limitazione nello spreco dei colori nel rispetto dell’ambiente. Tra gli effetti indiretti è emerso invece che chi tra i ragazzi non aveva aderito inizialmente, poi si è implicato guardando gli altri o aiutando chi era in difficoltà (peer education); alcuni hanno collaborato per creare un prodotto condiviso oppure hanno chiesto agli adulti come poter realizzare al meglio il lavoro; i ragazzi si sono messi in una maggiore postura partecipativa soprattutto quando si sono loro offerti strumenti più sofisticati (dalle tele ai colori acrilici); hanno espresso il desiderio di darsi un tempo costruttivo, senza ansia di prestazione, per non sciupare l'occasione di creare insieme qualcosa di bello e piacevole (cooperative learning). L’attività è stata realizzata una volta a settimana da gennaio ad aprile 2022 negli spazi interni del LET, implicando non solo l’operatore di riferimento del gruppo, ma anche la coordinatrice.
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Diamoci una … zampa: calendario della solidarietà. Laboratorio di arte
L’attività riguarda la realizzazione di un calendario all’interno del laboratorio artistico che si realizza nell’ambito del LET e coinvolge circa 18 ragazzi della fascia d’età da 9 a 11 anni. Nasce in collaborazione con l’Associazione Abeta che si occupa della prevenzione del randagismo animale sul territorio di Portici (NA). Il calendario prodotto rientra nel novero dei manufatti che l’Associazione Abeta periodicamente produce e che vengono poi utilizzati in mercatini di sensibilizzazione sul tema. Tutto ciò ha una forte valenza sul piano educativo e preventivo: la cura degli animali valorizza le relazioni interpersonali nel gruppo e orienta a un positivo rapporto con il mondo animale e la sua tutela. Gli obiettivi che si intendono perseguire mediante questa attività sono: la progettazione partecipata, la capacità di realizzare un disegno/progetto comune e la realizzazione di un prodotto finale (il calendario). L’attività ha la durata di due mesi con un incontro a settimana svolto all’interno nell’ambito del laboratorio di arte. Sono coinvolti due operatori del LET e volontari dell’Associazione Abeta. Partendo da un percorso educativo di sensibilizzazione sul tema del randagismo animale e sulla retrostante realtà dell’abbandono degli animali da parte di molte persone, sono state mostrate ai ragazzi le immagini di dodici cani abbandonati che sono stati poi ospitati nel canile-rifugio dell’Associazione Abeta. È stato chiesto poi ai ragazzi di colorare le sagome di dodici cani predisposte su cartoncini prestampati da decorare con una tecnica simile a quella dei mandala. Pur valorizzando il contributo di tutti i partecipanti, alla fine del lavoro sono state scelte le immagini più belle da inserire nel calendario. La metodologia utilizzata è stata la pedagogia del fare e la valorizzazione delle capacità individuali al fine di aumentare l’autostima e far sentire i ragazzi attori protagonisti di un’opera collettiva. L’attività si svolge nella sede del LET.
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Laboratori XVII Carnevale a Montesanto - Amabie@Montesanto
L'attività consiste nell'organizzazione di laboratori di strada finalizzati alla costruzione di maschere e carri per la sfilata di martedì grasso del XVII Carnevale a Montesanto, Amabie@Montesanto. La peculiarità dei laboratori è data dal rendere protagonista il territorio, mettendo in rete tutte le realtà presenti sui percorsi educativi condivisi, percorsi che abbiano un'attenzione particolare per quei ragazzi che, normalmente, rifuggono da attività strutturate in setting definiti. Gli obiettivi sono quindi: stimolare la crescita della comunità educante locale; prendersi cura dei ragazzi irraggiungibili dai vari servizi. I destinatari sono sia gli utenti del LET sia bambine e bambini, ragazze e ragazzi che vivono il territorio. La metodologia che guida l'azione è quella partecipativa, sia in fase programmatica che in quella realizzativa. Per il nostro centro sono stati coinvolti i due educatori di Abitare la Strada e il coordinatore. I laboratori si tengono una volta a settimana per un mese circa e hanno una durata di tre ore. Le attività si svolgono a Piazzetta Olivella, uno dei luoghi di aggregazione naturale per gli irraggiungibili.
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Un orto al Centro. Laboratorio sulla semina autunnale
L’attività riguarda le azioni collegate all’orto didattico, in particolare alla semina di prodotti autunnali, come lattuga, fave e spinaci. L’attività è significativa perché avvicina i minori alla natura. Questo laboratorio offre ai minori la possibilità di trascorrere il proprio tempo libero in un contesto stimolante, diverso dal solito luogo (stanza, palestra etc.) permettendo loro di sperimentare la propria manualità, seguendo delle indicazioni precise. L’attività è rivolta a otto minori di età compresa tra i sei e dieci anni. L’obiettivo specifico è fornire loro le conoscenze dell’agricoltura e dei suoi prodotti, che vengono consumati durante il pranzo nella mensa del Centro. Gli effetti diretti sui minori sono quelli di sostenere un’assunzione di responsabilità nel prendersi cura dell’orto e dare la possibilità di percepirsi come soggetti capaci di fare, promuovendo indirettamente l’incontro con la natura, e di valorizzare un corretto stile alimentare. L’attività si articola in un incontro settimanale di due ore al quale, oltre agli educatori, partecipa un esperto contadino della zona. L'attività si struttura in tre momenti: i partecipanti zappano il suolo, successivamente piantano i semi e infine livellano il terreno con l’aiuto del rastrello. Questi tre momenti avvengono nelle settimane della semina, mentre per la raccolta cambia il modus operandi. Alla fine dell’attività è previsto un momento di riflessione, in cui i minori espongono curiosità al contadino. È privilegiato l’apprendimento tra pari, l’aiuto reciproco e la metodologia esperienziale che, in questo caso, ha la finalità di potenziare le abilità, dell'esplorazione, dell'osservazione e della manipolazione. I materiali utilizzati sono: terriccio, bulbi da fiore e da orto, semi, piante e sacchi di plastica. Lo spazio scelto per questa attività è l’orto del Centro diurno.
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Mens sana in corpore sano. Laboratorio di cucina
L’attività si inserisce nel laboratorio “Mens sana in corpore sano”, si colloca nel settore educativo e della prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare. Nel corso del laboratorio di cucina e pasticceria è prevista da parte dei minori del Centro la preparazione di piatti salutari, pietanze tipiche della tradizione napoletana e dolci. Gli educatori notano comportamenti alimentari a rischio soprattutto nei minori adolescenti, dunque l’attività laboratoriale è significativa perché, in risposta a quanto osservato, mira a prevenire i disturbi alimentari e ad educare ad una sana ed equilibrata alimentazione senza rinunciare al gusto. Il laboratorio si rivolge ai minori di età compresa tra i 3 e i 16 anni. Gli obiettivi dell’attività sono: fornire informazioni sui corretti stili alimentari, avvicinare ad un consumo corretto e consapevole del cibo; imparare a distinguere gli alimenti e la loro origine; stimolare la motricità fine, la coordinazione oculo-manuale e la fantasia; imparare ad usare gli attrezzi da cucina; avvicinare alla conoscenza di nuovi testi (ricette); stimolare i sensi e favorire la socializzazione tra i minori. Il laboratorio si svolge una volta a settimana per due ore, con gli educatori di riferimento. Durante ogni incontro, è prevista la preparazione di una pietanza: i minori leggono la ricetta ed il procedimento, preparano in maniera autonoma gli ingredienti e gli utensili utili, pesano gli ingredienti e procedono alla realizzazione della ricetta imparando ad usare gli strumenti da cucina, a rispettare i tempi di lievitazione e di cottura. La metodologia utilizzata è quella del learning by doing ed è scelta perché i minori possano imparare facendo, “con le mani in pasta”. La realizzazione di un prodotto finito tangibile rende i minori entusiasti, soprattutto al momento dell’assaggio, e migliora l’autostima. Il laboratorio “Mens sana in corpore sano” è svolto nella cucina del Centro diurno, spazio nel quale i minori partecipanti hanno libero accesso agli strumenti utili.
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Conosciamo i protagonisti dell’arte: Yayoi Kusama. Laboratorio di arte
L’attività rientra nella programmazione del laboratorio “Atelier di arte e pittura” e riguarda azioni finalizzate alla conoscenza dell’artista giapponese Yayoi Kusama, famosa per i suoi pois, per le installazioni di giganti fiori e zucche, per l’attuale collaborazione con la moda di Louis Vuitton. Il percorso prevede l'ausilio di supporti multimediali e la realizzazione di manufatti. Il percorso è significativo perché arricchisce le competenze personali nei diversi ambiti e trasmettono valori ed esempi positivi. La storia di Yayoi insegna, infatti, ai minori a credere in sé e a perseguire una passione con impegno. Destinatari sono i minori del Centro, suddivisi per fasce di età, in gruppi dai 3 ai 15 anni. Il laboratorio nasce con una duplice finalità: promuovere l’avvicinamento all’arte e ai suoi protagonisti e l’acquisizione di tecniche e stili grafico-pittorici con l’impiego di materiali e strumenti diversi. Gli obiettivi perseguiti intendono incrementare l’espressività, la creatività, le abilità manipolative, la collaborazione a un progetto comune, l’interesse e curiosità con argomenti accattivanti. Il laboratorio si svolge per due ore, un pomeriggio a settimana. Nelle prime fasi, le educatrici presentano l’artista e in circle time si riflette sui messaggi. Successivamente i gruppi dei partecipanti, diversificati in base all’età, conducono attività pratiche: sperimentano diverse tecniche, pittura a tempera, collage per realizzare un ritratto dell’artista, das e acrilici per il plastico di un tipico fiore, pastelli a cera per colorare i simboli della cultura giapponese. Sono inoltre impiegati materiali di riciclo per riprodurre miniature e una delle sue famose installazioni/stanze caleidoscopiche. Si adottano metodologie integrate, cooperative learning, learning by doing, per imparare divertendosi. Le attività si svolgono presso gli spazi del centro, dotati del materiale necessario.
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Il circo dei bambini. Laboratorio di teatro
L' attività rientra nel laboratorio di teatro, svolto durante tutto l'anno, e riguarda in particolare la messa in scena dello spettacolo: "Il circo dei bambini, meno scuola più vacanze". Il percorso teatrale è significativo perché risponde ai bisogni rilevati dagli educatori sulle difficoltà, dimostrate dai minori, nella manifestazione di sentimenti ed emozioni. Il percorso è inoltre rilevante perché prevede la partecipazione di minori di ogni fascia di età e consente a ciascuno di esprimersi nella parte che più sente propria. Sono infatti coinvolti tutti i minori del Centro, suddivisi per gruppi di età da 3 a 16 anni. Gli obiettivi da realizzare attraverso l'attività di teatro sono i seguenti: potenziare le capacità di esprimere le proprie emozioni, migliorare l'ambiente relazionale e valorizzare l'importanza del lavoro in team. Il percorso si articola in tre incontri settimanali di circa due ore e mezza. Partecipano alle attività gli educatori del Centro e, in alcuni casi, professionisti del settore come ad esempio attori teatrali. Gli incontri sono si strutturano in diverse fasi. Nella fattispecie, nella prima fase mirano alla scelta del lavoro da realizzare, in questo caso la messa in scena de Il Circo dei Bambini. Di seguito si procede alla stesura del copione e all'organizzazione temporale delle scene e della rappresentazione, successivamente si passa alla memorizzazione delle parti e alla realizzazione delle scenografie, la scelta dei costumi e dei vari strumenti da utilizzare, ed infine alle prove e alla messa in scena. Come anticipato, le azioni sono diversificate in base alla fascia di età: bambine e bambini di età compresa tra 3 e5 anni si concentrano sulla preparazione di un’esibizione di danza, tra 6 e 10 anni sulla recitazione e tra 11 e 16 anni sulla coreografia danza ritmica. L’attività si conclude con la messa in scena dello spettacolo. Gli incontri si svolgono nei locali del Centro, mentre la messa in scena avviene in strutture del territorio (come il teatro), capaci di ospitare un pubblico costituito da addetti ai lavori, famiglie, rappresentanti delle istituzioni, etc. e rappresenta un importante momento di aggregazione per il Centro.
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Raccontiamoci. Laboratorio di espressione emotiva e sentimentale
L’attività descritta rientra nel laboratorio di espressione emotiva e sentimentale e riguarda il confronto e il dialogo su alcuni temi ritenuti particolarmente significativi per i partecipanti, quali ad esempio le relazioni amicali e sentimentali tra pari. Si colloca all’interno del settore educativo e di sostegno e fornisce ai minori l’occasione di far emergere e dispiegare le emozioni tramite il dialogo e l’interazione sociale. Gli adolescenti, a cui è rivolta l’attività in oggetto, sebbene mostrino un’apparente ritrosia e difficoltà nel parlare di sé e delle proprie emozioni, non appena messi a loro agio, tendono ad aprirsi e ad esternare i propri sentimenti. Per tale ragione, questa attività risulta significativa ed è proposta per venire incontro all’esigenza dei ragazzi, non sempre palesata in modo diretto, di potersi esprimere in un clima rilassato e di fiducia. Si rivolge, come anticipato, ai minori di età compresa tra i 12 e i 16 anni. L’obiettivo che l’attività si pone è quello di fornire ai ragazzi l’occasione per parlare delle proprie emozioni e di creare uno spazio sicuro in cui i partecipanti abbiano la possibilità di esprimersi senza timori legati al giudizio. L’attività prevede un incontro a settimana della durata di circa un’ora. La metodologia utilizzata è quella del circle time, con la disposizione a cerchio dei componenti del gruppo, in modo che ciascuno possa avere l’attenzione di tutti e con l’educatore in funzione di moderatore. L’educatore introduce il tema e conduce il dibattito e le conseguenti riflessioni, invitando i minori ad esprimersi. Questa tecnica stimola l’inclusione e favorisce ascolto e comunicazione. In alcuni casi, soprattutto per emozioni e riflessioni ritenute problematiche, sono utilizzati dei “copioni verbali” che i partecipanti possono interpretare in modo spontaneo e autonomo, favorendo poi lo sviluppo di una conversazione di gruppo. L’attività non prevede l’utilizzo di strumenti specifici e si svolge all’interno della struttura del Centro diurno.
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Dipingiamo le emozioni. Laboratorio di arte e musica riflettere sulle proprie emozioni
L'attività si colloca nel settore educativo, si articola all’interno del Laboratorio d’arte e musica e prevede la realizzazione di raffigurazioni illustrative con la partecipazione dei genitori. L'attività risulta significativa perché offre ai partecipanti la possibilità di riflettere sui propri stati d'animo e di condividere un momento intimo e profondo con un familiare, genitori o nonni. Il laboratorio si rivolge ai minori dai sette ai nove anni e a un membro del nucleo familiare corrispondente. L’obiettivo è quello di stimolare il dialogo e l'espressione dei propri sentimenti e valorizzare il rapporto tra bambini e bambine e i loro familiari. L’attività prevede un incontro settimanale di due ore circa. Gli educatori si occupano di condurre il laboratorio esplicando le modalità e fornendo i materiali necessari al compimento dell'attività quali tempere, colori, fogli e attivando la musica di sottofondo, fondamentale per creare un ambiente piacevole e rilassante. La metodologia utilizzata è il cooperative learning: genitore e minore lavorano assieme per raggiungere un obiettivo comune, aiutandosi reciprocamente. I temi affrontati durante gli incontri vertono attorno alle emozioni, selezionate tra quelle di maggior interesse tra i partecipanti come, ad esempio, la paura, la felicità, la giustizia, la violenza, etc. Queste emozioni sono affrontate attraverso la lettura di una favola classica con un finale da reinventare, la descrizione di un momento importante di vita sotto forma di disegno o poesia e la raffigurazione di una propria paura e, infine, la creazione di un supereroe contemporaneo. Ad ogni incontro i partecipanti scoprono l'argomento su cui focalizzarsi, concordano con il bambino cosa raffigurare, se un disegno, una storia, etc. Terminato il lavoro, i partecipanti presentano il proprio lavoro e si avvia una discussione sulle emozioni suscitate. L'attività si svolge presso i locali del Centro diurno.
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I piccoli principi del Rione Sanità: Laboratorio di arte e lettura
L’attività rientra nel laboratorio artistico "Oltre il muro del Rione Sanità" e riguarda nello specifico la lettura del testo “Il piccolo principe”, la realizzazione di disegni sul tema, la scrittura partecipata di un testo e la realizzazione di un murales. Tale percorso è basato sulla considerazione, da parte degli operatori, della necessità dei minori di esprimere la loro emotività, attraverso i disegni, l’arte e la scrittura, per raccontare paure, sogni, speranze, il rapporto con i genitori e con il loro quartiere. I destinatari sono i partecipanti alle attività laboratoriali offerte dal Centro, suddivisi in due sottogruppi: 6-11 anni e 12-16 anni. Oltre che agli obiettivi specifici di avvicinamento dei bambini alla lettura e all'arte, di sperimentazione e apprendimento di alcune tecniche di disegno e pittura, le finalità generali del percorso mirano allo sviluppo e al potenziamento delle capacità di ascolto di comprensione e di rielaborazione. L’attività ha la capacità di stimolare i minori all’uso della fantasia e della creatività e si rivela, pertanto, uno strumento prezioso sia in termini di apprendimento che per il loro sviluppo psichico. Gli incontri sono settimanali, della durata di un’ora e mezzo. Vi partecipano gli educatori, un esperto esterno e, ad alcuni appuntamenti, la scrittrice Cristina Zagaria. L'attività coniuga la lettura al disegno, una sorta di lettura-pittura-scrittura, che prevede un momento iniziale in cui l’esperto, l’educatore o gli stessi bambini leggono un capitolo del testo “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry e continua con la libera espressione ed interpretazione dei minori che attraverso il disegno, la pittura e la scrittura, esprimono le loro emozioni, rielaborando il loro vissuto in relazione al racconto ascoltato. La metodologia adottata è di tipo partecipativo per cui i minori stessi si rendono protagonisti, innanzitutto leggendo e successivamente proponendo su quale aspetto del racconto concentrarsi per la realizzazione dei disegni che trovano spazio nel testo de “i piccoli principi”. Sono, infatti, i partecipanti a scegliere cosa disegnare e che titolo dare al disegno, intavolando una discussione spontanea tra pari e con gli educatori. L’attività si conclude con la realizzazione, all'interno del Centro, di un murales e con la pubblicazione del libro, scritto da Cristina Zagaria e ispirato ai racconti di bambini e ragazzi, “I Piccoli Principi del Rione Sanità”, pubblicato nel 2017 e presentato nelle città di Napoli e Milano con la partecipazione dei minori coinvolti nell’attività. L’attività si svolge presso i locali del Centro diurno.
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Noi e la natura. Educazione all’ambiente
L’attività educativa è volta alla sensibilizzazione dei minori verso il mondo della natura e all’acquisizione di alcune pratiche agricole come la piantumazione, la vendemmia e la vinificazione. Tale attività risponde al bisogno specifico di instaurare un rapporto adeguato con l’ambiente alla luce della tendenza, rilevata dagli operatori, relativa al progressivo allontanamento dei giovani dalla natura. Pertanto, la valenza educativa sta nel fatto che i partecipanti sono guidati da educatori ed esperti nell’acquisizione di stili di vita che implicano l’assunzione di comportamenti rispettosi verso l’ambiente in cui vivono. L’attività è rivolta ai minori frequentanti il Centro di età compresa tra i 3 e i 13 anni. L’obiettivo è far assumere consapevolezza ai partecipanti dell’importanza della natura e della tutela dell’ambiente, accrescendo anche il senso di collaborazione e di cooperazione tra i minori. È previsto un incontro settimanale, della durata di due ore. Le azioni prevalenti riguardano la piantumazione e la coltivazione di varie piantine nei giardini e nella serra biologica che i partecipanti portano avanti sotto la supervisione degli educatori e di alcuni esperti esterni, quali un giardiniere e un artigiano. Sono inoltre sviluppate azioni finalizzate alla realizzazione di manufatti inerenti al tema. In tal senso, un momento di forte aggregazione è costituito dall’evento della “Festa dell’Albero”, durante il quale sono esposti i manufatti realizzati. Per lo svolgimento delle attività sono privilegiate metodologie attive come la peer education, il cooperative learning e la didattica laboratoriale, in quanto coinvolgono attivamente i minori nel contesto educativo, favorendo il miglioramento dei comportamenti specifici e lo sviluppo delle life skills. Le attività hanno luogo prevalentemente nei giardini e nella serra biologica del Centro, mentre la produzione dei manufatti si realizza nell’auditorium.
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Costruiamo la pace nel mondo. Laboratorio di sensibilizzazione sulla pace
Costruiamo la pace nel mondo. Laboratorio di sensibilizzazione sulla pace L’attività comprende una serie di azioni sulle tematiche della pace e della guerra. Si colloca nel settore educativo e consiste in un cineforum, nel quale è proposta la visione di film classici (L’Impero del Sole) e di e contemporanei (La vita è bella), in laboratori di manualità, creatività (cartelloni, bandiere della pace, disegni), scrittura e lettura. Tali azioni rispondono a due esigenze individuate dagli operatori: da un lato alla volontà di sensibilizzare i minori del Centro su una serie di temi legati all’attuale periodo storico; dall’altro alla necessità di offrire elementi di riflessione sulle situazioni conflittuali che si trovano a vivere nella quotidianità. L’attività è destinata ai minori di età compresa tra gli 8 e i 12 anni. Gli obiettivi sono: stimolare nei minori il rispetto dell'altro, far loro assumere atteggiamenti positivi e collaborativi verso il prossimo e migliorare le loro relazioni e il modo di gestire la conflittualità. Il percorso è articolato in incontri settimanali, della durata di due ore, coordinati da due operatori e due esperti (un pedagogista e un sociologo). Ogni settimana è proposta ai partecipanti un’attività laboratoriale diversa. Dopo ciascuna attività laboratoriale o visione dei film, gli educatori aprono un dibattito sul tema della pace, al quale i minori sono invitati a partecipare in modo attivo esprimendo le loro opinioni. Le metodologie impiegate sono il cooperative learning e la messa in campo dei lavori di gruppo (circle time, problem solving, role playing, peer education), per migliorare il senso di collaborazione e l’integrazione tra i partecipanti. Per la conclusione del percorso è previsto l’allestimento di un evento finale con uno spettacolo sul tema. Le attività hanno luogo nei laboratori, nei giardini e nella palestra del Centro.
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Essere genitori: il segreto del figlio. Un incontro di confronto per genitori e figli della IV Municipalità
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A che serve.... Laboratorio di Rap
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La vita è bella : dal film al racconto. Laboratorio cinematografico
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Laboratoratorio di Educativa Territoriale San Vincenzo
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Mazzate 'a cecate : quando l'aggressività diventa sana. Laboratorio sportivo di rugby
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Mostra grafica in cortina. Laboratorio di fotografia
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Sognando la Stella. Manifestazione teatrale
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Il nostro Carnevale Sociale di Soccavo. Esperienze di protagonismo nel laboratorio di Cittadinanza Attiva
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Diamoci una … zampa: calendario della solidarietà. Laboratorio di arte
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